1943. Cronache di un anno

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Prefazione

Questo è un libro di cronache e di testimonianze; non pretende di essere un libro di storia. Come si sa, o come si apprende arrivando qui in rete, l’autore è un giornalista e vuole raccontare le vicende di quell’anno, così pieno di eventi, scrivendo una specie di diario, giorno per giorno, almeno i giorni più importanti, con le parole sue o di altri. Questo libro doveva essere stampato. Un editore importante si era detto disposto a pubblicarlo. Come è bello, per un autore, ricevere la prima copia di un suo libro ancora fresco di stampa, guardare la copertina, toccarne la carta, sfogliarlo, leggere qualche riga qua e là. Ma l’autore, questa volta, ha ringraziato l’editore e ha detto no; ha deciso di mettere il libro in Rete, in Internet, sul suo sito. Perché? Un libro a stampa deve essere: prima, terminato dall’autore; poi stampato, poi distribuito nelle librerie. Se non è segnalato da qualche recensione di giornale, lo scoprono soltanto quelli che frequentano le librerie e lo vedono fra i libri appena usciti. Se il testo li interessa, lo comprano (mille-duemila sono quelli che comprano libri di questo tipo), lo leggono, lo mettono in uno scaffale, se ne dimenticano. Dopo qualche tempo, il libraio lo sposta fra i libri meno in vista. Dopo qualche tempo l’editore lo toglie dal catalogo. A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet non deve essere necessariamente terminato prima di essere reso pubblico. L’autore può inserirlo nel suo sito anche via via che lo scrive. Questa è la prima novità: una specie di “work in progress”, un libro che non solo esce “a puntate”, ma è scritto “a puntate”. C’è di più: non è necessario pubblicare i capitoli del libro in ordine cronologico; si può pubblicare un capitolo o un altro, prima o dopo, secondo opportunità.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet può essere corretto o arricchito dall’autore anche dopo essere stato pubblicato. Intervenire per modificare un testo in rete è semplice. Questa è la seconda novità: un libro che può cambiare, e migliorare, seguendo la diversa ispirazione dell’autore o (per un libro storico o culturale) grazie alla raccolta di nuovi elementi.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet può essere corretto o arricchito anche dal lettore, che invia all’autore, per posta elettronica, osservazioni critiche o suggerimenti o nuove informazioni. Terza novità, quindi: un libro in collaborazione con i lettori, un libro “interattivo”.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet è aperto non a un numero più o meno grande di possibili lettori, ma al grande mondo di chi “naviga” in rete; e se il libro è un libro storico-culturale, il navigatore (lettore curioso o studioso ricercatore) può, grazie ai “motori di ricerca” e a una parola-chiave, arrivare al libro anche se non sa che esiste e non ne conosce l’autore e non sa chi sia. Questa è la quarta novità: un libro che non sta in qualche migliaio o in alcune migliaia di scaffali, ma, virtualmente, in milioni di computer.

A differenza dei libri a stampa, un libro in Internet non finisce al macero, prima o dopo, per decisione dell’editore oppure, per decisione del lettore, in uno scaffale alto della libreria o sul banchetto di un rivenditore di libri usati; un libro che poi, alla fine, diventa un blocco di carta invecchiata o un mucchio di polvere. Non è fatto di atomi di carta, ma di impulsi elettrici, di bit. Quinta novità: un libro che, se l’autore non lo cancella, è – si fa per dire – eterno o quasi.

Questa è la spiegazione dei motivi per cui l’autore di questo libro ha deciso di rinunziare alla pubblicazione a stampa e di “riversarlo”, come si dice, nel suo sito in Internet. Anche se è una rinunzia un po’ amara. Questo, sì: un libro in Internet non dà all’autore la gioia che prova quando l’editore gli presenta la prima copia del libro di carta. Il libro di carta ha un peso, che si sente tenendolo nella mani. Un libro in Internet è senza peso e non lo si può toccare. Però può arrivare dovunque e per sempre.

All’estero e anche in Italia, del resto, già parecchi editori hanno scoperto questo nuovo mercato che è stato chiamato degli “e-book” e già esistono libri riversabili sui nostri computer; ma libri tutti scritti. Anche questo punto della prefazione potrà cambiare, però, se anche altri autori pubblicheranno in Internet i loro libri in corso di scrittura; allora non ci sarà più bisogno di spiegarne i perché.

C’è un problema: la lettura. Sullo schermo del pc un testo storiografico (così come un testo di poesia o di narrativa) è condizionato dai meccanismi psicologici della fruizione. La lettura è utile, sul pc, per chi opera una ricerca di carattere storico e informativo (o, con i testi letterari, per una analisi filologica), ma è troppo legata alle procedure tecniche e alla stessa collocazione del lettore, seduto davanti allo schermo dell’apparecchio, per soddisfare chi cerca il piacere riposante della narrazione o il gusto di nuove conoscenze.

Vero è che qualsiasi testo riversato da Internet sul pc può essere stampato su carta, se si ha una stampante. Ma c’è di più: può cercare nella Rete e riversare sul proprio pc centinaia di libri e migliaia di pagine di libri; e, cosa più importante, ha le dimensioni di un libro, non ha fili di connessione e quindi può permettere di leggere seduti in poltrona o sulla panchina del parco.

Questo, probabilmente, è un altro evento rivoluzionario come i tanti di cui siamo stati spettatori e anche protagonisti in questi ultimi anni; prima il personal computer, poi il passaggio dall’analogico al digitale e quindi la multimedialità, poi Internet, poi i telefoni cellulari e satellitari, poi i videotelefoni; e poi le conseguenza del digitale, di Internet e della progressiva miniaturizzazione: i nuovi apparecchi (macchine fotografiche e cineprese digitali), le nuove procedure (specie il “senza filo”), i nuovi soggetti che producono informazione (i “blog”, per esempio, e chiunque, in possesso di un telefonino o di un videotelefono, si imbatta in un fatto giornalisticamente interessante e abbia voglia di raccontarlo). Viviamo in un tempo di grandi cambiamenti e questo libro è, per il momento, uno delle tante novità.

Come detto, il libro vuole raccontare le vicende di quello che è stato l’anno più critico e drammatico degli anni di guerra e le racconta come in una specie di diario, giorno per giorno; i giorni più importanti, ovviamente.

I lettori potranno inviare all’indirizzo di posta elettronica dell’autore (sergio.lepri@rm.tws.it) proposte di correzione per eventuali e possibili imprecisioni. L’autore ne terrà conto e ne darà conto. I lettori potranno inviare anche eventuali testimonianze sulle vicende di quell’anno. L’autore sarà lieto di pubblicare tutte le testimonianze valide.

L’autore, che è in là con gli anni, è angosciato da una costante della vita e della storia: la perdita della memoria del tempo. È il tormento che le esperienze della sua generazione, una generazione che ha vissuto eventi eccezionali dagli anni Venti del secolo scorso all’inizio di questo, possano diventare cenere. Vi prega perciò di dargli una mano perché non siano tutte dimenticate; hanno molto da insegnare ai giovani di oggi.

Buona lettura.

4 novembre 2008

Aggiunta alla prefazione

A un mese dall’uscita del libro la prefazione ha bisogno di un’aggiunta. Ci sono infatti alcune cose da dire, interessanti.

Prima. L’autore si è divertito e si sta divertendo ad arricchire il libro di note, in calce alle giornate, con l’indicazione di siti, immediatamente cliccabili (e quindi immediatamente apribili), dove si possono trovare approfondimenti delle vicende raccontate: testi scritti, testi parlati, immagini, filmati. Così il libro può veramente essere definito “ipertestuale” e “multimediale”.

Seconda. La definizione di libro “interattivo” si è dimostrata valida. Già molti sono i lettori che hanno scritto all’autore, per posta elettronica, proponendo contributi. Qualche contributo è arrivato ed è stato pubblicato. Un lettore ha indicato un errore di disattenzione; l’autore ha ringraziato e ha corretto. Questa è davvero una bella cosa: la possibilità di un dialogo tra autore e lettori. Un libro a stampa non lo permette, purtroppo.

C’è un altro privilegio. L’autore ha un accordo con una struttura in Internet che automaticamente registra il numero dei visitatori del sito, da dove provengono, che cosa leggono, quante pagine leggono. I dati forniti danno quindi una statistica permanente – giornaliera, settimanale e mensile – dell’utilizzo del sito (che ha anche molte parti didattiche e storiografiche) e della lettura del libro. L’autore conosce così, ogni giorno, come viene fruito il suo lavoro e quali sono gli interessi prevalenti dei lettori che vanno a fargli visita; un dato utile per la parte del libro che deve essere ancora scritta e che sta scrivendo.

Da questo continuo giornaliero sondaggio l’autore ha avuto conferma di un altro privilegio: fra i lettori ce ne sono molti che non sanno niente di Sergio Lepri e ignorano che un certo Sergio Lepri ha scritto un libro sul 1943. Ma se qualcuno vuol sapere come è avvenuto l’arresto di Mussolini il 25 luglio o la sua liberazione sul Gran Sasso il 12 settembre oppure se vuol conoscere la tragica ritirata dei soldati italiani in Russia o perché le forze armate si sono sfasciate dopo l’armistizio dell’8 settembre, basta che lo chieda a uno dei motori di ricerca, Google o Yakoo; e subito fra le tante voci di risposta c’è anche questa: il 1943 di un tal Sergio Lepri, che di quei fatti si è occupato e li racconta.

10 dicembre 2008

Un’altra aggiunta alla prefazione

I progressi tecnici dell’elettronica hanno portato alla nascita di un nuovo strumento, l’iPad, che può produrre effetti rivoluzionari nel modo di fruire l’informazione offerta dalla Rete. Sullo schermo del pc non è psicologicamente possibile leggere un libro; leggerlo qua e là, certamente, e fare ricerche sui contenuti; ma non leggerlo continuativamente dalla prima all’ultima pagina. Sull’iPad e su analoghi tablet, sì, è possibile; come se il testo sfogliabile sul tablet fosse su un libro di carta, da tenere in mano, seduti su una poltrona o anche a letto.

Questo libro sul 1943 vale tuttavia soprattutto come libro di consultazione e di ricerca; e l’autore è felice di potere offrire a chi legge elementi di conoscenza e motivi di riflessione, anche se i suoi lettori si limitano a saltare qua e là, fra i cento e cento eventi del 1943, secondo i propri interessi culturali o contingenti necessità di apprendimento.

10 gennaio 2009

Nella raccolta del materiale informativo l’autore è stato aiutato da Franco Arbitrio, suo valido collaboratore negli anni di direzione dell’Ansa. Con la collaborazione di Arbitrio sono state scritte anche alcune giornate; la cosa è segnalata in calce.

Nella sezione “Dicono del libro” si possono leggere alcune recensioni pubblicate dopo l’uscita di questo libro.

Per contattare l’autore scrivere a sergio.lepri@rm.tws.it.