La Stefani – Ottobre 1943 (appendice)

DAL 25 LUGLIO ALLA REPUBBLICA DI SALÒ
Il 1943 attraverso i notiziari dell’Agenzia Stefani

di Franco Arbitrio

Ottobre

I fatti salienti del mese

Il 1° Hitler annette al Reich i territori di alcune province italiane con la costituzione dell’Alpenvorland (Trento, Bolzano e Belluno) e dell’Adriatisches Küsterland (Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana). Il governo fascista repubblicano riconosciuto da dieci stati42. I tedeschi lasciano Napoli. Il 5 truppe britanniche entrano a Termoli. Da Brindisi l’11 ottobre Badoglio invia all’ambasciatore a Madrid Paulucci di Calboli un telegramma con il quale lo incarica di comunicare all’ambasciatore tedesco che l’Italia si considera dalle ore 15 (ora di Greenwich) del 13 ottobre in stato di guerra con la Germania. Lo stesso giorno Badoglio lo comunica ad Eisenhower43 osservando che “con questo atto ogni legame con il funesto passato è troncato ed il mio governo sarà fiero di poter marciare con voi sino alla immancabile vittoria”. Il 12 gli americani attaccano a nord del Volturno. Il 16 i tedeschi rastrellano il ghetto di Roma, inviando 1024 ebrei ai campi di sterminio. Graziani e le autorità militari tedesche firmano un protocollo d’intesa per la costituzione di un esercito repubblicano. Il 20 gli alleati bombardano Lipsia, il 24 i russi conquistano Melitopol e il 25 Dnjepropetrovsk, il 28 inizia la ritirata tedesca dalla Crimea. Il 30 Badoglio concede la libertà di stampa e di propaganda per i partiti politici.

Venerdì 1 ottobre

Il generale Ricci illustra la riorganizzazione della Milizia, nella quale confluiranno anche le specialità dell’esercito. Tutti gli studenti universitari hanno l’obbligo di iscriversi ai corsi allievi ufficiali. La Stefani ne dà così la notizia:

“Il Comandante generale della milizia ha tenuto rapporto ai comandanti di Zona Milizia Legionaria, ai Comandanti le Milizie speciali, ai Capi reparto e servizi del Comando generale.

“Dopo aver fatta un’ampia e dettagliata esposizione sull’attuale situazione della Milizia, ha dato il nuovo indirizzo per la riorganizzazione dei quadri e delle unità in relazione ai compiti che verranno ad essi affidati, da concretarsi con le autorità germaniche.

“La Milizia dovrà inquadrarsi sulla base delle Legioni e dovrà riunire tutte le forze di terra cui spetterà il compito di disciplinare la vita del Paese. Comprenderà due grandi branche: Milizia Legionaria Giovanile, costituita da reparti di volontari con ferma di un anno, rinnovabile su domanda per coloro che abbiano prestato esemplare servizio; questi reparti saranno successivamente riuniti in speciali grandi unità con poderoso armamento; Milizia Legionaria, che inquadrerà tutti i giovani di leva. Comprenderà le varie specialità già esistenti nell’Esercito, suddivise in armi, corpi e specialità.

“Il Comando Generale ha inoltre dato disposizioni per l’organizzazione dei Corsi allievi ufficiali – ai quali hanno l’obbligo di iscrizione tutti gli studenti universitari – soffermandosi particolarmente ad illustrare la necessità che i quadri siano formati da elementi idonei sotto ogni aspetto, e ciò per preparazione militare e culturale, preparazione che essi raggiungeranno solo dopo aver conosciuto e vissuto in ogni suo particolare la vita militare.

“Fattore importante è quello dell’età. Gli ufficiali devono essere giovani di spirito e di anni, giovani nei quadri inferiori come nei superiori. Le scuole allievi ufficiali entreranno immediatamente in funzione.

“Coloro che hanno i requisiti per diventare ufficiali devono frequentare detti corsi. L’iscrizione non comporta, però, il diritto alla nomina, in quanto la selezione avverrà tenendo conto di diversi fattori di capitale importanza per l’espletamento della funzione di comando.

“Agli ufficiali e alle famiglie dovrà essere garantita una posizione economica e sociale tale da assicurare una vita assolutamente decorosa.

“L’Eccellenza Ricci ha concluso richiamando tutti alla osservanza della più scrupolosa disciplina: disciplina di ferro in tutti i settori, disciplina che consenta una pronta e solida riorganizzazione delle Forze Armate Italiane.”

Lunedì 4 ottobre

Scrive Suster nel suo diario: “Dopo il mio licenziamento dalla Stefani e la relativa presa di posizione di questi giorni, la situazione generale non ha subito mutamenti sostanziali. La Stefani è stata evacuata la settimana scorsa, soprattutto nei suoi mezzi e nella sua attrezzatura molto più che nei suoi quadri, dato che nessuno è voluto partire per il nord, ed i Ministeri si apprestano a seguirla. Non si sa ancora nulla della nuova sede del governo, ma pare comunque che i vari dicasteri saranno decentrati in varie città settentrionali, quali Venezia, Verona, Vicenza”.

Giovedì 7 ottobre

Onestà, carattere, senso dell’onore e valore guerriero sono i requisiti richiesti per essere iscritti al nuovo partito fascista repubblicano. Anche i vecchi iscritti al PNF dovranno presentare domanda di iscrizione. La Stefani trasmette il comunicato del PFR:

“Il Partito Fascista Repubblicano comunica: “In base alle disposizioni emanate dal Segretario del Partito Fascista Repubblicano fin dai primi giorni della costituzione del movimento, per entrare nel Partito occorre presentare domanda, anche per coloro che appartennero al PNF. Sono demandati alle Federazioni Fasciste Repubblicane, per ciascuna Provincia, il vaglio e l’accettazione delle domande attraverso le Commissioni di tre fascisti nominati in ogni Fascio, nonché il rilascio delle tessere provvisorie.

“Nel vaglio delle domande è stato specificato come occorra essere oculatissimi e intransigenti nell’individuare e respingere i traditori del Duce e del Fascismo, vantino o no benemerenze di qualsiasi specie nel periodo antecedente al 25 luglio. Si userà invece larghezza nel valutare la posizione di coloro che appartennero ad altri movimenti, e che vengano al Fascismo in questa ora con purezza di intendimenti e di italianità, specialmente se, come i repubblicani, posero pregiudiziali che sono le stesse del nuovo Partito. Il Partito sarà in gran parte formato di giovani. Esso recluterà i suoi aderenti prevalentemente fra gli operai, i contadini, i piccoli impiegati, i tecnici e i professionisti, tenendo rigorosamente lontani i plutocrati e gli arricchiti.

“I requisiti di cui nel vaglio si terrà il massimo conto, sono quelli della onestà, del carattere, del senso dell’onore, del valore guerriero”.

Domenica 10 ottobre

Mussolini si trasferisce a Gargnano, nei pressi di Salò, a Villa Feltrinelli. Nella Villa delle Orsoline installa il suo ufficio e la sua Segreteria particolare. Da qui viene decretata la costituzione della RSI. A Salò (Villa Simonini) era la sede del ministero degli Esteri.

Lunedì 11 ottobre

Badoglio dichiara guerra alla Germania.

“Brindisi 11 ottobre 1943

T. 154 –“All’ambasciatore a Madrid Paulucci di Calboli. V.E. è incaricata da Sua Maestà il Re di comunicare all’ambasciatore di Germania a Madrid, affinché la partecipi al suo Governo, che, di fronte ai continui ed intensificati atti di guerra compiuti contro gli italiani dalla forze armate tedesche, l’Italia si considera dalle ore 15 (ora di Greenwich) del giorno 13 ottobre in stato di guerra con la Germania44.

Lo stesso giorno Badoglio invia ad Eisenhower il seguente messaggio: “Il Capo del governo Badoglio al comandante in capo delle forze alleate Eisenhower. Brindisi, 11 ottobre. Vi comunico, con vera gioia, che Sua Maestà il re d’Italia ha dichiarato la guerra alla Germania. La dichiarazione sarà consegnata dal nostro ambasciatore di Madrid all’ambasciatore tedesco il giorno 13 alle ore 15 (Greenwich). Con questo atto ogni legame con il funesto passato è troncato ed il mio governo sarà fiero di poter marciare con voi sino alla immancabile vittoria. Vi prego, caro Generale, di voler comunicare quanto sopra ai governi anglo-americano e russo e delle Nazioni Unite. Vi sarei pure grato se voleste comunicare ciò alle ambasciate d’Italia ad Ankara e Buenos Aires e alle Legazioni di Berna, Stoccolma, Dublino, Lisbona”.

Mercoledì 13 ottobre

Lisbona – Viene annunciato che il Governo Badoglio ha ieri dichiarato guerra alla Germania45.

Giovedì 14 ottobre

Badoglio scrive ancora ad Eisenhower: “Il Capo del governo Badoglio al comandante in capo delle forze alleate Eisenhower. Brindisi, 14 ottobre. Con la dichiarazione di guerra fatta ieri dal Governo di Sua Maestà il Re alla Germania si chiude il periodo di armistizio e quello di cooperazione, durato complessivamente trentacinque giorni, per entrare nel terzo periodo, quello della co-belligeranza”. (omissis)

Stato Nazionale Repubblicano d’Italia è la prima denominazione ufficiale della nuova repubblica che dal 1° dicembre prenderà il nome di Repubblica Sociale Italiana. La Stefani trasmette il comunicato del ministro della giustizia:

“Il Ministro Guardasigilli ha diramato disposizioni con le quali viene stabilito che le sentenze e tutti gli altri provvedimenti giudiziari dei magistrati vengano emanati in nome della legge sostituendo così l’antica formula.

“Il ministro ha disposto inoltre:

a) che la denominazione di Regno d’Italia negli atti e documenti e in tutte le intestazioni relative a questo Ministero e agli uffici da esso dipendenti sia sostituita dalla denominazione di “Stato nazionale repubblicano d’Italia”;

b) che le denominazioni di procuratore e procuratore generale del Re siano sostituite con quelle di procuratore e procuratore generale di Stato e che siano soppressi gli attributi di Regio nelle intestazioni degli uffici e delle cariche dipendenti da questo Ministero;

c) che la denominazione di Ministero di Grazia e Giustizia sia sostituita da quella di Ministero della Giustizia.

“La Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia uscirà regolarmente d’ora in avanti con titolo di Gazzetta Ufficiale d’Italia”.

Martedì 19 ottobre

“Il Ministro Guardasigilli ha diramato disposizioni con le quali viene stabilito che le sentenze e tutti gli altri provvedimenti giudiziari dei magistrati vengano emanati in nome della legge sostituendo così l’antica formula.

Il ministro ha disposto inoltre:

a) che la denominazione di Regno d’Italia negli atti e documenti e in tutte le intestazioni relative a questo Ministero e agli uffici da esso dipendenti sia sostituita dalla denominazione di “Stato nazionale repubblicano d’Italia”;

b) che le denominazioni di procuratore e procuratore generale del Re siano sostituite con quelle di procuratore e procuratore generale di Stato e che siano soppressi gli attributi di Regio nelle intestazioni degli uffici e delle cariche dipendenti da questo Ministero;

c) che la denominazione di Ministero di Grazia e Giustizia sia sostituita da quella di Ministero della Giustizia. La Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia uscirà regolarmente d’ora in avanti con titolo di Gazzetta Ufficiale d’Italia”. 46

Martedì 26 ottobre

Mussolini ordina l’immediato arresto dell’ex direttore dell’agenzia Stefani Suster. 47

Giovedì 28 ottobre

Ad un mese dal primo consiglio dei ministri Mussolini traccia un quadro dell’organizzazione militare della neonata repubblica48

“Nel mese decorso dal primo consiglio dei ministri si sono accentuati i segni della ripresa dello spirito nazionale. Il popolo italiano sta lentamente risollevandosi dal profondo baratro di umiliazione e di rovina morale e materiale nel quale fu gettato dai traditori del luglio e del settembre. Le linee di un assestamento si precisano già abbastanza chiare nei diversi campi della vita nazionale. Anzitutto nel campo militare. La nostra organizzazione delle Forze Armate italiane sta enucleandosi. La fase delle dispersioni, del saccheggio, dell’autosmobilitazione può dirsi in via di superamento. Il Maresciallo Graziani, affiancato ora dal generale Gambara, tradurrà in atto la speranza di quanti italiani sono degni di questo nome: riprendere al più presto possibile il nostro posto di combattimento a lato dei camerati dell’Asse e del Tripartito. Gli accordi con lo Stato Maggiore germanico, già stipulati e perfezionati anche nei dettagli ci permettono di preparare nuove unità i cui contingenti ci saranno forniti oltre che dai volontari anche dalle classi di imminente chiamata. Le linee fondamentali delle Forze Armate che il consiglio dei ministri è chiamato ad esaminare costituiscono la base sicura e razionale per la creazione di una organizzazione militare forte, moderna, rispondente alle nostre necessità e adeguata a quelle che sono state le esperienze di questi quattro anni di guerra.

In base a queste linee fondamentali verrà dato sollecitamente il nuovo ordinamento all’Esercito Nazionale Repubblicano, l’ordinamento della Marina e della Aviazione: fin da questo momento è previsto che la difesa contraerea passerà integralmente al Ministero dell’Aria. I reparti sono già in via di costituzione. Come fu già annunciato, la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale farà parte integrante dell’Esercito e vi formerà – analogamente il Corpo degli alpini e dei bersaglieri – il Corpo delle Camicie Nere. Nel campo politico amministrativo il riassetto è in corso, con la nomina dei Capi delle Provincie, dei Questori, con la formazione dei Fasci Repubblicani, col prossimo funzionamento di Tribunali Straordinari Provinciali, con la preparazione della grande Assemblea Costituente che getterà le solide fondamenta della Repubblica Sociale Italiana. Nel campo monetario economico gli eventi del luglio, agosto e settembre hanno avuto, e non potevano non avere, le più gravi ripercussioni.

Anche qui, malgrado le difficoltà dei rifornimenti e soprattutto delle comunicazioni, si denota qualche segno di miglioramento. L’accordo stipulato fra il Governo Germanico e quello Italiano concernente le spese degli eserciti tedeschi in Italia e il conseguente ritiro del marco di occupazione, è destinato ad aver le più favorevoli ripercussioni nel campo monetario in quanto – attraverso il controllo della circolazione – indica la netta tendenza antinflazionistica che il governo Fascista Repubblicano intende seguire.

“Nel concludere questa schematica esposizione voglio sottolineare i due fatti seguenti:

1) In diversi settori i soldati italiani hanno ripreso volontariamente i loro posti coi camerati germanici.

2) L’ordine pubblico delle Provincie da noi controllate è da considerarsi avviato alla normalità”. 49

La Stefani, che il 27 settembre aveva ricevuto l’ordine di trasferirsi al nord “come tutte le altre attività dello stato italiano”, ordine ribadito il 1° ottobre, incominciò il trasferimento dei beni aziendali. Il 14 ottobre a Maderno, sul lago di Garda, in una riunione interministeriale fu deciso, “in accordo con le autorità germaniche”, che la Stefani avesse sede a Salò. A Roma rimase in attività un ufficio regionale fino alla liberazione della capitale. Le trasmissioni, interrotte durante il trasferimento, furono riprese da Salò il 9 novembre.


Note

42 I dieci stati sono: Germania, Giappone, Cina Nazionale, Manciukuo, Croazia, Romania, Slovacchia, Bulgaria, Ungheria e Birmania.

43 Nella riunione tra i rappresentanti del governo italiano e quelli delle nazioni alleate, svoltasi il 29 settembre 1943 a bordo della “Nelson”, Eisenhower aveva sollecitato l’entrata in guerra dell’Italia contro la Germania, facendo presente il rischio di fucilazione che correvano i soldati italiani fatti prigionieri, considerati alla stregua dei partigiani. Badoglio aveva obiettato che il governo controllava una frazione troppo piccola del territorio per poter dichiarare guerra alla Germania.

44 Ministero degli Affari Esteri – I documenti diplomatici italiani – Roma 1990 – Volume 1 (1943 – 1948)- Documento 35 – Il capo del Governo Badoglio, all’ambasciatore a Madrid, Paulucci di Calboli
Nella riunione tra i rappresentanti del governo italiano e quelli delle nazioni alleate, svoltasi il 29 settembre 1943 a bordo della “Nelson”, Eisenhower aveva chiesto chiarimenti sull’entrata in guerra dell’Italia contro la Germania. Questo il verbale della riunione pubblicato nel volume 1 (1943-1948) dei documenti diplomatici italiani edito dal MAE.

“Riunione tra i rappresentanti del governo italiano e i rappresentanti delle nazioni alleate

Malta, 29 settembre 1943
Verbale
La riunione ha inizio alle ore 10.50 nel quadrato della “Nelson”. Partecipano per parte italiana: S.E. Badoglio, S.E. Ambrosio, S.E. Roatta, S.E. Sandalli, S.E. De Courten, interprete maggiore Ruspoli, stenografo maggiore Maggini; per parte alleata: Generale Eisenhower, ammiraglio Cunningham, generale Alexander, generale Mac Farlane, Generale Gort, ed altri. Eisenhower: Da quanto ho capito, la prima questione da vedere è quella dell’entrata in guerra dell’Italia.
Badoglio: Sull’argomento della dichiarazione di guerra alla Germania, ho preso ieri ordini da Sua Maestà. S.M. desidera formare in un primo tempo un governo su larga base. Tale governo ora è formato da me e da ministri militari: non appena a Roma, esso sarà completato. Nel frattempo noi combattiamo contro la Germania in Corsica, in Dalmazia e dovunque sia possibile. Appena ritirate le truppe dalla Sardegna, io conto di poter mettere a disposizione degli Alleati dalle otto alle dieci divisioni.
Eisenhower: Desidero sapere se il governo italiano è a conoscenza delle condizioni fatte dai tedeschi ai prigionieri italiani in questo intervallo di tempo in cui l’Italia combatte la Germania senza averle dichiarato guerra.
(La domanda genera qualche perplessità nei rappresentanti italiani, perché inizialmente non ben capita. Dopo consultazioni il generale Ambrosio dichiara)
Ambrosio: Sono sicuro che i tedeschi li considerano partigiani.
Eisenhower: Quindi passibili di fucilazione?
Badoglio: Senza dubbio.
Eisenhower: Dal punto di vista alleato la situazione può anche restare come attualmente, ma per difendere questi uomini, nel senso di farli divenire combattenti regolari, sarebbe assai più conveniente per l’Italia dichiarare guerra.
Badoglio: Questo punto di vista è già stato considerato, ma si ritiene che in questo momento il governo italiano abbia influenza sopra una frazione troppo piccola del territorio italiano per poter fare questa dichiarazione.
Eisenhower: Questa non è una buona ragione, perché molti governi con molto minor territorio dell’Italia, ed alcuni senza territorio, hanno dichiarato la guerra alla Germania. La mia intenzione, che coincide totalmente con le intenzioni degli alleati, è quella di ridare all’Italia i territori attualmente occupati dalle truppe alleate, ma come può avvenire questa restituzione se non dopo una regolare dichiarazione di guerra alla Germania?
Badoglio: Non posso che riferire il vostro punto di vista a S.M. il Re. La dichiarazione di guerra è una prerogativa esclusiva di Sua Maestà.
Mi riservo quindi di dare in seguito una risposta”.
(omissis)

45 Notizia Stefani tratta dal Popolo di Roma

46 A. Tamaro – Due anni di storia 1943-1945 – Tosi

47 ACS – SPD-RSI cr 15 – Appunto per Buffarini su carta del segretario particolare del Duce

48 A. Tamaro – Due anni di storia – vol. II

49 Attilio Tamaro – Due anni di storia 1943–1945 – Tosi