La Stefani – L’agenzia Stefani (appendice)

DAL 25 LUGLIO ALLA REPUBBLICA DI SALÒ
Il 1943 attraverso i notiziari dell’Agenzia Stefani

di Franco Arbitrio

La Stefani

L’antica agenzia di informazioni, dopo il suicidio di Manlio Morgagni, suo presidente e proprietario, alla notizia della caduta di Mussolini, sotto la guida del direttore Roberto Suster si barcamena durante i 45 giorni e all’inizio del nuovo corso. Fino al 23 settembre 1943, quando Suster viene sostituito (il 18 ottobre Mussolini ordina che sia arrestato) con Orazio Marcheselli.

Alla fine di ottobre la Stefani segue al nord le strutture governative, interrompendo il notiziario che sarà ripreso da Salò il 9 novembre.

Parte dei notiziari Stefani dell’epoca sono stati ritrovati fortunosamente sparsi in parecchie centinaia di faldoni relativi alla Rsi custoditi nell’Archivio Centrale dello Stato. Dalla loro lettura emerge un notiziario sintetico (i giornali dell’epoca erano per lo più di due sole pagine per mancanza di carta) teso a magnificare le realizzazioni della neonata Repubblica in campo sociale ed economico, ad enfatizzare le notizie provenienti dai vari fronti con vittorie strepitose dei tedeschi e dei giapponesi che infliggevano perdite “terribili” all’avversario, a minimizzare gli insuccessi, a trasmettere con regolare cadenza le note della Corrispondenza Repubblicana una sorta di articoli di fondo redatti personalmente da Mussolini o da lui ispirati (sono 99) sui più svariati argomenti, il tutto con un linguaggio “ufficiale” codificato in otto punti come “istruzioni alla stampa”6 di cui si riporta il testo.

Per rendere più scorrevole la lettura delle notizie tratte dal notiziario della Stefani sono stati:

– corretti errori di battuta e di ortografia;

– è stata unificata la scrittura delle date (es. 3 novembre e non “tre” novembre);

– i nomi dei giornali e delle agenzie citate, messi di solito tra virgolette, sono stati scritti in corsivo;

– è stato, ove possibile, accertata l’esatta grafia dei nomi stranieri sia di persone che di località;

– le rettifiche sono state inserite nel testo della notizia;

– tutte le sigle sono scritte in lettere maiuscole senza punti (es. GNR e non G.N.R.);

– l’iniziale delle denominazioni dei ministeri è in maiuscolo (es. Cultura Popolare e non cultura popolare);

– sono state apostrofate tutte quelle parole, che a volte lo sono e a volte no nel testo originale per motivi di “a capo” (es. l’amministrazione e non “la amministrazione”);

– è stata unificata la grafia di alcune parole che nell’originale sono scritte in diversi modi (es. anglo-sassoni e anglosassoni, ecc.) scegliendo la forma senza trattino;

– Sono stati lasciati i neologismi e quei nomi stranieri italianizzati (es. Brusselle invece di Bruxelles).

È stato utilizzato per collegare la cronistoria parte del diario di Roberto Suster, direttore della Stefani fascista, della Stefani di Badoglio, e della Stefani dopo la liberazione di Mussolini fino al 23 settembre 1943, alcuni documenti ufficiali e notizie Stefani tratte dai giornali.

Il diario, di cui sono state trovate le prime 53 cartelle, copre il periodo dal 10 maggio 1943 al 15 giugno 1944, e doveva servire all’autore per scrivere una storia d’Italia di quel periodo. Il diario è prezioso per la ricostruzione di quegli avvenimenti che Suster, dal suo privilegiato punto di osservazione, ha vissuto in prima persona ricreando l’atmosfera del momento. Per tutte le notizie è indicata in nota la fonte.

Le sigle

ACS – Archivio centrale dello Stato

AMAE – Archivio Ministero Affari Esteri

FRS – Fondo Roberto Suster

LS – Liquidazione Stefani

M. Cult. Pop – Ministero della Cultura Popolare

PCM – Presidenza del consiglio dei ministri

RSI – Repubblica Sociale Italiana

SPD – Segreteria particolare del Duce

SPD-co – Segreteria Particolare del Duce – corrispondenza ordinaria

SPD-cr – Segreteria Particolare del Duce – corrispondenza riservata


Note

6 (ACS – SPD-RSI cr 68)